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di Shashini Ruwanthi Gamage | Traduzione di Nadeesha Dilshani Uyangoda
Ho avuto l’opportunità di guardare nel febbraio 2017 Per un figlio (2016) di Suranga Katugamala, in
una proiezione a Colombo. Il film è in tutti i sensi, come Katugampala stesso ha espresso nella
sinossi, “un film minimalista, semplice e il più fedele possibile alla realtà”.
L’aspetto più intrigante di Per un figlio è, per me (in quanto studiosa della migrazione nella
comunicazione e facendo parte di un progetto di dottorato quadriennale riguardante il pubblico di
immigrate singalesi relativamente alle soap opera srilankesi, a Melbourne,Australia), è la questione
migratoria nel film. Sebbene esso, dipanandosi, si interessi anche di un’intensa indagine
psicoanalitica del teso rapporto tra una madre e il figlio adolescente, la questione migratoria in Per
un figlio ci permette di leggere il film da un punto di vista socioculturale.
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Shashini Ruwanthi Gamage è un Dottorando (Media and Communication, 2017) della La Trobe University, Melbourne, Australia. La sua tesi è un esame etnografico della cultura popolare televisiva delle donne, basato su una ricerca sul campo condotta sul pubblico femminile, di Colombo e delle immigrate srilankesi di Melbourne, che consuma telenovela.
Nadeesha Dilshani Uyangoda, nata a Colombo, Sri Lanka, nel 1993, ma cresciuta a pane e libri in un angolo di Brianza. Studentessa di giurisprudenza, ha collaborato con diversi siti, blog e magazine online, tra cui il Corriere della Sera. Si definisce una lettrice ossessiva e una scrittrice compulsiva, forse per questo spera di poter lavorare a stretto contatto con le parole. Crede nel multiculturalismo e nel diritto di migrare, e ama raccontare i volti inosservati di quartieri in trasformazione.